C’è un luogo, tra i Monti Dauni, dove la sera del 1° Novembre si accendono i falò in onore dei defunti: quel luogo è Orsara di Puglia, un piccolo paesino di 3000 abitanti appena, sui Monti Dauni meridionali.

Di anno in anno, da più di un secolo, questa tradizione si rinnova sempre intatta, accompagnando gli abitanti di Orsara e non solo, in un mistico evento i cui protagonisti sono sempre loro: le zucche che popolano silenziose le strade di tutto il paese e che simboleggiano le anime dei defunti (“cocce priatorje”) e il fuoco dei falò composti da rami secchi di ginestre (“fuca coste”) che servono a riscaldare e consolare le cocce priatorje.

Per settimane, prima della festa dei Santi, ogni orsarese si dedica alla ricerca delle ginestre che colorano le colline e le distese dei monti dauni e raccoglie i rami e gli arbusti più sottili che nella notte del 1 Novembre, bruciando, illumineranno con le loro faville tutte le strade più buie di Orsara.

Il fuoco dei falò è l’elemento sensoriale per eccellenza in questa notte. Illumina e riscalda, donando un’atmosfera magica in grado di penetrare nell’animo e lì, lasciare un ricordo immutabile, unico.

Solo qui ad Orsara, infatti, si accendono le fucacoste e vicino ogni abitazione, appese, ci sono le zucche intagliate, illuminate e riscaldate, anche esse, dal fuoco lieve di una candela, pronte per “far strada” alle anime dei defunti accompagnando loro alle porte delle loro case di un tempo. È un sapore mistico il loro, che sa di folklore e tradizione, di rispetto e devozione.

Ancora oggi, al calar della notte, le vecchiette escono in strada e, prima di andare a letto, raccolgono dai falò un po’ di brace e la portano in casa, conservandola nel camino o in un braciere per tutta la notte, perché leggenda vuole che le anime dei defunti ritornando fra i vivi, facciano visita ai propri parenti nelle dimore dove avevano vissuto un tempo, si riscaldino e continuino il loro viaggio per tutta la notte.

Questo atto di cortesia e di amore per le anime dei propri defunti si ripete di anno in anno per lasciare ai giovani memoria e insegnar loro che:

 

“devono ricordare il significato di questa festa e che noi siamo di passaggio.

La nostra vita è ‘un’affacciata di finestra’ e dobbiamo essere consapevoli di

di avere una grande possibilità: quella di riconoscere il bene e il male e di

mettere in atto la conoscenza del bene. Non perdere mai il bene dell’intelletto”

 

Se un tempo questo evento era quasi sconosciuto a chi non avesse fortuna di trovarsi in questo piccolo paesino della Capitanata, oggi invece l’attenzione verso questa manifestazione è cresciuta, diventando sempre più oggetto e meta della curiosità dei tanti che, da ogni parte di Italia, scelgono di assaporare questo evento magico.

Sono tanti gli eventi che accompagnano la giornata dal 1 Novembre ad Orsara: le visite guidate fin dal mattino del primo Novembre, i laboratori per l’intaglio delle zucche, gli spettacoli serali e la festa che prosegue fino all’alba del 2 Novembre.

Per una notte, lasciati emozionare. Fatti suggestionare.

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